La notte tra il 30 aprile e il 1° maggio 2025 entrerà negli annali non per un buzzer beater o per un miracolo sportivo, ma per qualcosa di più profondo: una sensazione collettiva di fine.
Due simboli della moderna NBA – i Los Angeles Lakers e i Golden State Warriors – sono crollati, lasciando spazio a un silenzio che sa di addio.
Lakers, l’ultima battaglia del Re
L’eliminazione, il vuoto, la possibile fine
Il sipario è calato al Target Center di Minneapolis.
I Lakers hanno perso 103-96 contro i Timberwolves in Gara 5, uscendo al primo turno. Ma quella che potrebbe essere finita non è solo una stagione.
LeBron James, 22 punti, ha lasciato il campo senza parole. Nessuna teatralità. Nessuna dichiarazione epica. Solo uno sguardo basso.
Potrebbe essere la sua ultima apparizione da giocatore NBA.
“Sarà il momento di pensare. Di scegliere.”
– LeBron James
L’assenza di Anthony Davis (ceduto ai Mavericks per Doncic) si è sentita tutta.
Doncic ha provato a trascinare i suoi (28 punti, 9 assist), ma era troppo solo.
La trade per Mark Williams, che avrebbe dovuto dare solidità sotto canestro, è saltata all’ultimo istante. Il risultato? Gobert ha fatto ciò che ha voluto: 27 punti, 24 rimbalzi, dominando ogni centimetro del pitturato.
Una squadra nata per competere ai massimi livelli si ritrova oggi in ginocchio.
LeBron è stanco. E forse ha chiuso.
🌪️ Golden State, affondati in Texas
L’orgoglio non basta più. I Warriors crollano a Houston
Al Toyota Center di Houston, i Warriors sono stati semplicemente travolti.
131-116 il risultato contro i Rockets in Gara 5. Ma già nel primo quarto si era capito tutto: 40-19 per Houston. Una tempesta.
I 27 punti di svantaggio all’intervallo raccontano meglio di ogni cronaca il naufragio.
Stephen Curry e Jimmy Butler, la leadership incarnata, sono apparsi spenti: 21 punti in due, troppi errori, poca lucidità.
La squadra ha perso la bussola.
Draymond Green, l’unico a provarci con energia, ha predicato nel vuoto.
Dall’altra parte, la nuova NBA:
-
Fred VanVleet – 26 punti e leadership cristallina
-
Amen Thompson – 25 punti, esplosività
-
Dillon Brooks – 24 punti, grinta e carattere
I Rockets sono giovani, veloci, senza paura.
E oggi, sono superiori.
“Siamo affamati. E non guardiamo in faccia a nessuno.”
– Fred VanVleet
🕯️ Due fuochi che si spengono
Quella appena vissuta è stata una notte simbolica.
I Lakers, la squadra dell’epica individuale, e i Warriors, i padroni del gioco di squadra per un decennio, sono entrati nell’ombra.
-
LeBron potrebbe aver chiuso.
-
Golden State ha ancora vita nella serie, ma sembra svuotata.
La vecchia guardia è stanca. Il cambio generazionale è iniziato, e stavolta sembra irreversibile.
🎬 E ora?
-
I Lakers si ritroveranno a pezzi. Un Doncic orfano di struttura e un futuro da ricostruire.
-
LeBron James rifletterà, ma l’addio sembra vicino.
-
I Warriors cercheranno di allungare la serie… ma la sensazione è che la loro era si sia chiusa da sola.
✍️ Epilogo
“Il tempo non perdona. Né sul parquet, né nella vita.”
Stanotte non è stato solo basket.
È stato il tramonto di una generazione.
E mentre la NBA accoglie i nuovi volti del futuro,
una parte della sua anima ha smesso di brillare.
