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Nella notte NBA, James Harden ha regalato ai tifosi una prestazione straordinaria, siglando 50 punti nella vittoria dei Los Angeles Clippers per 123-115 contro i Detroit Pistons. Un’impresa che lo consacra ancora una volta tra i migliori realizzatori di sempre, portandolo a quota 24 partite in carriera con almeno 50 punti, dietro solo a leggende come Michael Jordan, Wilt Chamberlain e Kobe Bryant.

Una prestazione da record

A 36 anni e nella sua sedicesima stagione NBA, Harden continua a stupire. Contro i Pistons, il Barba ha giocato con un’intensità da MVP, mettendo a referto sei triple, tiri decisivi nei momenti chiave e un controllo del gioco assoluto. Il suo usage rate in questa stagione con i Clippers è il più alto dal 2019, tornando così a essere il riferimento offensivo di un sistema, come ai tempi di Houston.

Il peso dell’assenza di Leonard e la leadership di Harden

Con Kawhi Leonard, Derrick Jones Jr. e Norman Powell fuori dai giochi, i Clippers avevano bisogno di una guida offensiva, e Harden ha risposto presente. La sua capacità di incidere sulla partita, non solo come scorer ma anche come creatore di gioco, ha fatto la differenza, dimostrando ancora una volta che il suo talento va ben oltre la mera realizzazione.

Harden e la longevità dei campioni

Si parla spesso della longevità di LeBron James, ma Harden sta scrivendo la sua storia con prestazioni che sfidano il tempo. La sua forma fisica, la capacità di attaccare il ferro con il primo passo di un tempo e la letalità del suo step-back lo rendono ancora oggi uno dei giocatori più imprevedibili e decisivi della lega.

Per un atleta la cui etica lavorativa è stata spesso criticata, questa stagione sta rappresentando una risposta concreta a chi ha dubitato del suo impegno. Harden non ha bisogno di anelli per dimostrare il suo valore: il suo nome è già inciso nella storia del Gioco.

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